The War of the Words

Che significato ha la parola GUERRA nel 2014? Un anziano e un giovane usano allo stesso modo la parola BOMBA? A cosa pensi quando dico la parola ALLARME? A un pericolo mortale o alla suoneria del cellulare? Abbiamo tutti lo stesso rapporto con la parola FREDDO, con la parola FUOCO, con la parola FAME?

Pergine, 1914 – 2014. In 100 anni, molte parole hanno perso la loro posizione nell’immaginario comune. PATRIA, LEVA o FRONTE, ad esempio. Altre parole, come UTOPIA, CRISI, RIVOLUZIONE provocano ancora passione e rivolgimenti, restano al centro dell’azione. Le parole sono da sempre in guerra per estendere il loro confine. A volte riescono a occupare un altro territorio, significati nuovi, a volte si devono ritirare.

Con questo progetto, vogliamo entrare in quel territorio contrastato che è l’immaginario degli abitanti di un luogo e occuparci delle loro PAROLE, del senso che vi associano, del loro uso e dell’emozione che suscitano. A partire da piccole interviste, portiamo alla luce contraddizioni latenti, conflitti nascosti nelle piccole cose, misunderstanding culturali e generazionali. Raccogliamo le parole disperse per avvicinarle a quelle nuove che le hanno sostituite. Recuperiamo i significati decaduti e marginali per connetterli l’un l’altro e restituire una visione d’insieme. Lo facciamo perché lavorare con le parole significa lavorare con le persone.

Dal 7 al 12 luglio 2014, inQuanto teatro ha occupato piazza Fruet, dove è stato allestito un Campo Base. Questo è stato il fulcro di tutte le attività di War of the Words, che hanno interessato Pergine e il territorio circostante. Da lì ogni giorno sono partiti due esploratori, che si sono mossi in città per realizzare interviste, porre domande, raccogliere materiali. Tutte le sere a partire dalle 18 la Base veniva aperta agli sguardi e alla curiosità dei passanti, che potevano ritrovare le proprie suggestioni, i ricordi, le definizioni consegnate agli esploratori, all’interno di un’opera comune. L’ultimo giorno, con un’adunata generale, è stato realizzato un momento di restituzione dei materiali del progetto alla città che l’ha ospitato. In quel momento di “Liberazione” il Campo è stato smobilitato. Ogni oggetto è stato restituito al proprietario, le parole raccolte sono state lette e riconsegnate alle comunità che le ha prodotte.

un progetto di inQuanto teatro
drammaturgia Andrea Falcone
performer Giacomo Bogani, Floor Robert
allestimento e riprese video Giulia Broggi
organizzazione e comunicazione Julia Lomuto

produzione inQuanto teatro
e Open Pergine Settacolo Aperto

residenza artistica Spazio K Prato